(Giorgio Muggiani, 9 marzo 1908)
Il Football Club Internazionale Milano nacque al ristorante L'Orologio la sera del 9 marzo 1908 da una costola di 43 dissidenti, guidati dal pittore Giorgio Muggiani, del preesistente Milan Football and Cricket Club, che aveva imposto il divieto di far arruolare altri calciatori stranieri a quelli già presenti nella rosa. Gli stranieri erano per gran parte l'ossatura delle nuove società di calcio che stavano sorgendo e il fatto di non arruolarli parve essere irriconoscente verso di loro. Proprio Muggiani scelse i colori che avrebbero rappresentato l'emblema della società: il nero e l'azzurro. Il primo presidente fu Giovanni Paramithiotti, mentre il primo capitano Hernst Marktl, che tra l'altro fu uno dei fondatori del Milan.
Gli stemmi della squadra.Nel 1910 l'Inter vinse il suo primo scudetto, cui seguirono delle stagioni deludenti.
Con l'inizio del ventennio fascista l'Inter, simboleggiata in questo periodo dal centravanti Giuseppe Meazza, si trovò costretta a mutare il proprio nome per ragioni politiche; troppo poco italiano e soprattutto simile al nome della Terza Internazionale Comunista. Così nel 1928 l'Inter si fuse con l'Unione Sportiva Milanese e assunse la denominazione di Società Sportiva Ambrosiana, poi mutata in Ambrosiana-Inter fino al 1945. Durante il primo anno con il nuovo nome l'Ambrosiana vinse con due giornate d'anticipo il primo Campionato di Serie A disputato a girone unico, successo questo impreziosito dalle 31 reti segnate da Meazza (capocannoniere stagionale). Dopo un dominio incontrastato della Juventus, i nerazzurri conquistarono il loro quarto tricolore nel 1938. Meazza per la terza volta nella sua carriera si confermò miglior realizzatore della competizione (precedentemente anche nell'annata 1935-1936). L'anno successivo l'Ambrosiana vinse la sua prima Coppa Italia sconfiggendo in finale il Novara per 2-1. Dopo un solo anno di digiuno, i milanesi tornarono a conquistare lo scudetto, nonostante l'improvviso stop di Meazza, bloccato da problemi ad un piede: per l'Inter fu il quinto titolo della sua storia. Otto giorni dopo la celebrazione del successo l'Italia entrò in guerra. Nel 1942, nel pieno del secondo conflitto mondiale, Carlo Masseroni fu nominato presidente, carica che avrebbe ricoperto per 13 anni. Fu lui ad annunciare, sabato 27 ottobre 1945, che «l'Ambrosiana sarebbe tornata a chiamarsi solo Internazionale».
Tornata alla sua antica denominazione, la squadra non andò oltre il secondo posto nel 1948-1949, la stagione della tragedia di Superga, dietro al cosiddetto Grande Torino. Ci vollero 13 anni prima che il club fosse di nuovo in grado di aggiudicarsi lo scudetto; nel 1952-1953 e nel 1953-1954 sotto la guida di Alfredo Foni. Il primo fu un successo controverso, ottenuto in buona misura grazie all'adozione della tattica del catenaccio introdotta da Foni, rivelatasi poco spettacolare ma estremamente efficace nel migliorare nettamente le prestazioni della difesa. La squadra si ripeté l'anno successivo, stavolta optando per un cambio di tattica, dunque per la rinuncia al poco spettacolare catenaccio che sì l'aveva portata al successo, ma che aveva attirato anche le critiche degli amanti dell'agonismo. In questa circostanza la squadra nerazzurra ebbe il miglior attacco del campionato.
Nel 1955 ascese alla presidenza Angelo Moratti. Dopo alcuni anni di assestamento, durante i quali Antonio Valentín Angelillo stabilì il primato di segnature per tornei a 18 squadre (33 reti nel 1958-1959, tutt'oggi valido), una finale di Coppa Italia e molti allenatori cambiati, giunse da Barcellona a Milano il mago Helenio Herrera. Fu l'inizio dell'era della Grande Inter, capace di vincere tre scudetti tra il 1963 e il 1966, due Coppe dei Campioni e due Coppe Intercontinentali. La prima Coppa dei Campioni i nerazzurri la conquistarono nella finale contro il Real Madrid, già vincente cinque volte in tale competizione, sconfitto per 3-1, mentre la seconda fu messa in bacheca dopo il successo sul Benfica di Eusébio al Meazza per 1-0.
Il 1968 segnò la fine di un ciclo, con l'abbandono di Moratti e di Herrera. La presidenza passò a Ivanoe Fraizzoli, sotto la cui guida il club tornò a vincere lo scudetto nel 1971, con Giovanni Invernizzi in panchina subentrato a metà stagione (unica squadra italiana a vincere il tricolore con un allenatore subentrato) e con Boninsegna capocannoniere. Ingaggiato nel 1977 l'allenatore Eugenio Bersellini, detto il sergente di ferro, nel 1978 l'Inter vinse di nuovo dopo 39 anni la Coppa Italia, sconfiggendo in finale il Napoli per 2-1. Durante la stagione 1979-80 scoppiò lo scandalo del Totonero che coinvolse il mondo del calcio (e non solo) e si concluse con la retrocessione in Serie B del Milan e della Lazio. L'Inter vinse il suo dodicesimo scudetto. Nel 1982 i nerazzurri si aggiudicarono nuovamente la Coppa Italia dopo aver sconfitto in finale il Torino con i risultati di 1-0 e 1-1. Fu il terzo successo per l'Inter nella competizione.
Nel 1984 divenne presidente Ernesto Pellegrini. Nel 1989 il nuovo allenatore Giovanni Trapattoni condusse la squadra al suo tredicesimo scudetto, detto scudetto dei record. Se Aldo Serena conquistò il titolo di capocannoniere con 22 gol, i nerazzurri ottennero 58 punti con i 2 punti assegnati per la vittoria, una quota mai raggiunta da nessuna altra squadra. Nel novembre 1989 la bacheca di via Durini accolse la prima Supercoppa italiana, conquistata contro la Sampdoria, sconfitta con il punteggio di 2-0. Gli anni novanta portarono gloria all'Inter solo in campo europeo. Alle deludenti prestazioni in campionato, infatti, fecero da contraltare i tre successi in Coppa UEFA in quattro finali disputate, vinte contro la Roma nel 1991, contro il Casino Salisburgo nel 1994 e contro la Lazio nel 1998.
Nel febbraio 1995 i Moratti tornarono al timone della società, che venne acquistata da Massimo, figlio di Angelo. La fine del millennio fu avara di soddisfazioni, eccezion fatta per la Coppa UEFA vinta nel 1998.
Nel 2004 l'avvento in panchina di Roberto Mancini aprì un ciclo di vittorie nazionali. Risalgono alla gestione dell'allenatore jesino la conquista di due Coppe Italia (su quattro finali tutte contro la Roma), due Supercoppe italiane (contro Juventus e ancora la Roma) e, soprattutto, tre scudetti. Nel 2006 emerse lo scandalo denominato Calciopoli che coinvolse alcuni club di Serie A tra cui la Juventus, alla quale fu revocato lo scudetto del 2005, non assegnato quello successivo e retrocessa in serie B. Lo scudetto del 2006, invece, fu assegnato proprio all'Inter da una commissione di tre saggi composta da Gerhard Aigner, ex segretario generale dell'UEFA, Massimo Coccia, avvocato ed esperto di diritto sportivo e Roberto Pardolesi, Ordinario di diritto privato comparato, creata ad hoc dal Commissario Straordinario della FIGC, l'avvocato Guido Rossi, per dirimere la questione dopo la non assegnazione del titolo al club bianconero.Nel 2007 la squadra si aggiudicò un nuovo scudetto dei record,, conquistato dopo 18 anni sul campo con cinque giornate d'anticipo al termine di un campionato dominato, in cui la squadra subì una sola sconfitta contro la Roma, che poi avrebbe battuto i nerazzurri nella finale di Coppa Italia e nella Supercoppa italiana. La stagione del centenario si è chiusa con un nuovo scudetto, il sedicesimo. Dal 2008 siede sulla panchina dell'Inter José Mourinho, che ha vinto la Supercoppa italiana ancora contro la Roma (questa volta ai rigori) e un altro scudetto, il quarto consecutivo e il diciassettesimo, che ha consentito ai nerazzurri di agganciare il Milan nell'albo d'oro del campionato italiano. Ad agosto i nerazzurri hanno perso 2-1 la sfida contro la Lazio per la Supercoppa italiana.
Il campionato inizia male, pareggio in casa col Bari. La partenza di Ibrahimovic sembrerebbe la fine di un ciclo ma non è cosi.
Nell' ultima settimana di mercato, arriva uno "scarto" del Real Madrid, l'olandese Wesley Sneijder, che si aggiunge così agli altri colpi Diego Milito e Thiago Motta arrivati dal Genoa, Samuel Eto'o nell'affare Ibra, e il capitano del Brasile Lucio. L' Inter mostra immediatamente la sua forza schiantando il Milan, nel derby 4 a 0. In Champions arranca, pareggiando con Barcellona, Dinamo Kiev e Rubin Kazan. La svolta arriva nel gelo di Kiev, dove Milito e Sneijder negli ultimi cinque minuti, ribaltano il risultato da 1-0 a 1-2.
L'Inter perde poi a Barcellona, ma riesce a qualificarsi agli ottavi, battendo il Rubin Kazan. Nel frattempo avanza inesorabilmente in campionato portandosi in vetta, e raggiungendo la semifinale di Coppa Italia, eliminando la Juventus.
Agli ottavi di champions, l' Inter elimina il Chelsea, con due partite fantastiche. Proprio a Londra, Mourinho dà una svolta presentando per la prima volta il 4-2-3-1, con Sneijder, Eto'o ed il nuovo acquisto Pandev.
La cavalcata prosegue eliminando il CSKA Mosca. Intano in campionato si frena bruscamente, permettendo alla Roma di superarla in vetta alla classifica. Tuttavia il sorpasso dura solo due giornate. In Europa le semifinali vengono superate, eliminado il Barcellona campione di tutto, resistendo un'ora in 10 al Camp Nou dopo il 3-1 dell'andata. Nel frattempo in finale di Coppa Italia, Milito piega la Roma, consegnando il primo "titulo" stagionale ai tifosi neroazzurri. Il 16 maggio 2010, l'Inter vince il suo 18° scudetto, battendo il Siena, con un gol del solito Milito. Sei giorni dopo, l'Inter è a Madrid, per la finale di champions, contro il Bayern Monaco. Qui Milito davanti al pubblico del Santiago Bernabeu segna una doppietta, decidendo la partita. L'Inter torna così sul tetto d'Europa, dopo un'attesa lunga 45 anni.
La stagione è storica, l'inter vince Scudetto, Coppa Italia e Champions League. I tre "tituli" significano tripletta, la prima in Italia.
LEGGENDE:
I FONDATORI

GIUSEPPE MEAZZA

HELENIO HERRERA CON ANGELO MORATTI

GIACINTO FACCHETTI

GIUSEPPE "PEPPINO" PRISCO

« Dopo aver stretto la mano a un milanista corro a lavarmela. Dopo averla stretta ad uno juventino, mi conto le dita »
GIUSEPPE BERGOMI

JAVIER ZANETTI

JOSE MOURINHO CON MASSIMO MORATTI

INTERISTI:
io
coghe
happosai
antares
entalchia
nana













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