Genere Thriller psicologico
Cast Ilkka Villi (Alan)
Data di rilascio Maggio 2010
Piattaforma Xbox 360
TRAMA
Alan Wake è un famoso romanziere la cui musa è la fidanzata Alice. Finché viveva insieme ad Alice, l'uomo faceva sogni fantastici che poi metteva su carta. Il risultato erano romanzi di enorme successo.
Ma un giorno Alice scompare senza motivo apparente, lasciando Alan nella disperazione più grigia e in preda a un'insonnia cronica. Nel tentativo di riprendersi, l'uomo va a curarsi presso una clinica privata nella cittadina di Bright Falls (Washington). Qui incontra una ragazza straordinariamente somigliante ad Alice e che tuttavia con la vera Alice sembra non avere nulla a che fare. Il sonno ritorna, ma stavolta è foriero di incubi terrificanti! Il romanziere li trascrive, quasi a esorcizzarli, però si rende ben presto conto che - soprattutto la notte - gli eventi e i mostri da lui sognati e descritti diventano reali e palpabili. Gli orrori sono forse "evasi" dal suo sogno? Oppure Alan crede solo di essere sveglio ed è in realtà immerso in un incubo perenne?... ‒ WIKIPEDIA
AMBIENTAZIONE
Scenario della vicenda sarà la città di Bright Falls, totalmente esplorabile a piacimento (free roaming). All'interno della città ci saranno di volta in volta diversi 'obiettivi' da raggiungere, che col progredire della trama diventeranno sempre più complessi e intricati (e sconvolgenti!). Il combattimento contro le creature avrà un ruolo importante, ma non si focalizzerà sull'azione pura: in effetti l'arma migliore per sconfiggere i mostri sarà la luce, che potrà essere quella di una torcia elettrica (poco efficace e di effetto limitato) o quella del giorno (efficacissima, ma indisponibile di notte e nei luoghi chiusi). Il pericolo potrà nascondersi all'interno di ogni ombra.
Intrappolato nell'apparentemente tranquilla città di Bright Falls, nello stato di Washington, dove si è rifugiato per superare il trauma della perdita della sua fidanzata, Alan deve ricomporre le tessere di un fitto mistero per evitare di rimanere bloccato per sempre in un mondo da incubo.
L'obiettivo di Alan Wake è alzare il livello dei giochi futuri, creando un'esperienza realmente cinematografica. Esplora un mondo sconfinato, che ti offre missioni, enigmi unici, combattimenti intensi e nemici terrorizzanti. Tuffati in un'avventura complessa a più livelli, ricca di suspense, personaggi intriganti e rivelazioni che ti lasceranno senza fiato. ‒ WIKIPEDIA
RECENSIONE
Alan Wake, Remedy Entertainment. Thriller psicologico, ma è anche un horror, e delle volte anche un action. Ed è un problema che faccia avanti e dietro tra i generi? Può darsi. Però va a mescolare suspence, ansia e adrenalina in un tutt'uno, cosa che riuscirebbe a pochi altri videogiochi.
Storyline
Il punto focale del gioco, le fondamenta. E queste fondamenta sono solide e massicce, come ci si aspettava dalla penna di Sam Lake. Il gioco offre una trama adulta e atipica nell'ambito videoludico, tale da poter essere accostata più ad un serial o ad un film d'autore. Nessuna sbavatura nella sceneggiatura, scorre in modo eccelso, coerente e dettagliato dall'inizio alla fine. La sua struttura ad episodi offre un cliffhanger continuo, e si può dire con certezza che l'espediente sia riuscito alla perfezione. Così come è riuscito l'altro espediente, quello della voce fuori campo dello stesso protagonista: una narrazione degli eventi, dei sentimenti e delle situazioni sopra la media, ed ogni scena è repentinamente avvolta da essa - grazie anche alle pagine del manoscritto sparse -, pure se sporadicamente pretenziosa per l'uso ricercato delle parole.
Nient'altro da aggiungere, Alan Wake offre - molto probabilmente - uno dei migliori reparti narrativi della videoludica. Il New York Post dice che Alan Wake «It's John Carpenter's 'In The Mouth Of Madness' as told by Stephen King, directed by David Lynch», e la vocazione al paranormale, all'onirico, così come l'intera parte finale (?), lo dimostrano ampiamente.
Grafica
Tecnicamente solido e artisticamente immenso. Nonostante porti il peso dei sei anni di produzione, si nota chiaramente quanto sia indirizzato verso la spettacolarità. Un motore grafico che lavora su spazi enormi - ed è qui che si vedono i rimasugli del free-roaming sparito - e lo fa senza problemi, con una grande cura al dettaglio vicino e lontano. Di giorno offre ambienti incredibilmente vasti e belli da vedere, di notte si racchiude in meno spazio, ma con una resa devastante. Nonostante tutto però, alla Remedy hanno preferito abbassare la risoluzione per consentire un framerate stabile, pur mantenendo il filtro anti-aliasing. Si notano dunque le sbavature dell'upscaling, così come si notano alcune texture a bassa risoluzione e molti modelli con pochi poligoni, tanto da risultare bizzarri, ma è questo il suddetto peso dei tanti anni di produzione. Tuttavia, se da un lato si notano delle pecche a livello tecnico, dall'altro non si può che ammirare estasiati il lavoro scenografico. Sì, perché Alan Wake offre degli effetti a dir poco strabilianti, sicuramente nel top generazionale, con un light-render fiore all'occhiello di questa produzione e che senza alcun dubbio alcuno è il migliore mai visto prima d'ora. Nel gioco, soprattutto di notte, possiamo vedere come il motore lavori in tempo reale a pieno regime, con effetti atmosferici, nebbia, fumi, scintille e - appunto - luci ed ombre dinamiche che offrono al giocatore/spettatore un impatto visivo unico. Nota negativa sono le animazioni non sempre perfette e il lip-sync spesso assente.
Sonoro
Insieme alla trama e alla grafica, uno dei punti di forza di questo titolo. Il reparto sonoro non è stato lasciato a sé, ma gode di una assoluta cura maniacale per i dettagli. Come ad esempio la colonna sonora, adattata ad ogni singola scena, ad ogni singolo evento, con composizioni sinfoniche tecnicamente eccelse, che accompagnano il giocatore/ascoltatore lungo un percorso di emozioni dettato dalla onnipresente sezione d'archi. E per intendere meglio la componente musicale di Alan Wake, basti pensare che all'orchestra dei momenti di suspence, viene accostata musica moderna (ascoltabile nella sezione Extra, ndB) per i momenti di calma, che va da Harry Nilsson a Nick Cave, passando per Charles Brown fino a canzoni composte solo per il gioco, il tutto, solo per dare un sentore lynchiano al titolo.
Gameplay
Godibile, facile ed essenziale. Sicuramente non eccelle o rivoluziona, ma nel contempo non scade. I pregi maggiori stanno nell'uso della luce come mezzo di salvezza o di lotta - quasi come se fosse una metafora - e nella possibilità di percorrere ampi spazi. Sicuramente non è un survival horror, visto che non rispecchia ampiamente quei canoni, ma è predisposto più verso l'azione occasionale e all'indagine, quindi il giocatore si ritrova davanti ad un action thriller con sfaccettature horror. Comunque sia, non è da confondere con gli action veri e propri. Nonostante ci siano armi e munizioni presenti quasi ovunque, il giocatore è comunque costretto ad essere parsimonioso nell'uso di luce e proiettili, e molto attento e rapido nello schivare e nella fuga. Forse è proprio questo che trae in inganno, la costante dell'essere sopraffatti, che difatti rende l'esperienza del giocatore spesso "survival". Inoltre, grazie agli "extra" (collezionabili), c'è bisogno di più attenzione e concentrazione per esplorare, ma per gli amanti dei segreti, è sicuramente una buona componente da non trascurare. Ma come i pregi, ci sono anche i difetti. Tra cui la spesso facilità d'azione, sia negli scontri che nell'indagine, anche se delle volte risulta difficile superare dei punti, molte altre è ben poco competitivo. Questo anche grazie al secondo difetto maggiore, la ripetitività. Perché il gioco prevede che si esegua lo stesso modus operandi nella quasi totalità degli scontri o nell'interazione degli oggetti. Infine, sicuramente non un difetto vero e proprio, ma neanche un pregio essenziale, sono le fasi di guida poco curate.
Alan Wake è il chiaro esempio di come non ci sia bisogno di team copioso o un budget immenso per creare un gioco memorabile. Il concept è frutto di un intenso processo di crescita culturale e artistica da parte di Sam Lake, e Remedy, con il suo modesto personale, è riuscita a crearvi intorno un'apoteosi videoludica. È un titolo di spessore, maturo, che altalena tra reale, irreale e poi di nuovo reale e non si e ci risparmia nulla, tra citazioni a Hitchcock, Kubrick, Lynch e Carpenter, H.P. Lovecraft e Stephen King, con esercizio di stile e cose apparentemente senza senso: tutto sparso in dieci ore di gioco minime, fino alle quindici massime. Tra Alan Wake e un capolavoro senza tempo passa quel quid che viene a mancare per via di lacune tecniche ed alcune scelte di gioco poco adatte al 2010, ma ciò non toglie che sia da considerare uno dei migliori titoli in circolazione. L'impronta di Max Payne si sente, si vede e si tocca.
+ Sceneggiatura, Soggetto, Narrazione
+ Scenografia, Grafica, Illuminazione, Impatto Visivo, Fisica
+ Sonoro, Colonna Sonora, Dialoghi, Dialoghi Secondari
+ Gameplay, Giocabilità
+ Extra, Bright Falls, Night Springs, Citazioni
+ Longevità
- Risoluzione, Geometrie, Texture Marginali, Animazioni, Modelli Poligonali
- Difficoltà, Scontri
- Fasi di Guida
- Lip Sync
4.5/5
9/10
90/100
18/20
90%
Ergo, non perfetto, non capolavoro, ma gioco imprescindibile.




l aspetto con ansia però continuano a nn piacermi le espressioni facciali e la corsa di alan..sembra avere un palo nel culo..cmq MIO!!!
Infatti ho ripensato a quando mi sveglio io la mattina hahaahahahhaha



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