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Old 02-11-11, 08:28   #1 (permalink)
ninja pensionata
 
hana-bi's Avatar
 
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Mio figlio più grande ha diciotto anni, e ho cominciato ad addestrarlo nell'economia.
Materia completamente inesistente alla scuola, a meno che non sia quella di ragioneria o annessi. Grandissimo mistero per i giovani italiani, che poi si trovano prima o poi a farci un frontale di brutto. Parlo con ragazzi anche più grandi di mio figlio che non sanno una beata fava di come funzioni un conto corrente, cosa sia un mutuo, cosa sia l'inflazione, cosa sia l'euro (al di là della monetina del carrello del super), cosa siano le accise, cosa sia la previdenza, cosa sia un investimento, un conguaglio, un bilancio dello stato, un PIL, un debito pubblico, uno spread, un fondo d'investimento, un subprime, un default, un cds...

E siamo in crisi. O meglio, credo che stiamo correndo al punto critico di un lungo periodo che abbiamo chiamato crisi ma che in realtà non è che abbia mutato granché la nostra percezione quotidiana, a meno che non sia toccato a noi finire disoccupati. Beh questa fase si sta concludendo, comincia la royal rumble. Lancio qua una discussione dove sarò lieta di leggere le vostre considerazioni e osservazioni, e farò anche le mie naturalmente.

Alla data di adesso, la cosiddetta Troika (che in realtà è Germania+Francia), che di diplomazia ne sa quanto io di danza classica, ha trattato la Grecia in modo brutale ottenendo nient'altro che mostrare la propria vulnerabilità (e figuriamoci se quel marpione di Papandreou non ne approfittava). Ormai siamo al dunque: o si formano a calci in culo gli Stati Uniti d'Europa, con un'unità politica e rinuncia alle singole sovranità nazionali assolute (che poi intendiamoci, è già la situazione di fatto), o l'Europa delle Nazioni si impone e frantuma l'euro, con tutte le conseguenze del caso.

(E su queste conseguenze è interessante che ben poco se ne parli).
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Old 03-11-11, 15:31   #2 (permalink)
Коммунистическая
 
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Discorso generico, non vedo appigli di discussione.
Dicci il tuo parere prima.
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Old 04-11-11, 08:04   #3 (permalink)
ninja pensionata
 
hana-bi's Avatar
 
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Discorso generico un par di balle: gli appigli di discussione sono numerosissimi, basterebbe non chiedere sempre la pappa pronta.

1) c'è o non c'è una deliberata, voluta IGNORANZA delle generazioni più giovani in materia economica, per cui non è che si vuole l'adolescente che fa il trader, ma si arriva alla maggior età (e la si supera) lasciando che i discorsi economici che si sentono scivolino addosso, finché non arrivano le mazzate?
2) Alla fine, c'è davvero percezione della crisi in quanto tale? O si sente solo una generica aria di cambiamento (in peggio)? Le abitudini quotidiane stanno cambiando? O ci si aspetta che cambino solo quelle degli altri?
3) Quante possibilità ha l'euro di sopravvivere? Io l'ho associato alla nascita di una Europa anche in senso politico (quindi sono scettica), gli ultimi eventi sembrerebbero invece dare ragione agli ottimisti (ma finora sono state euforie di breve durata). Ah scusate, gli ultimi eventi consistono nella Grecia che ritira il referendum sull'euro e Papandreu che fa i giochini della democrazia nel proprio parlamento (in ogni caso per me si è dimostrato un marpione finissimo che si è incartato Merkel e Sarkò come ha voluto).
4) E se cade l'euro? Le conseguenze sono descritte prevalentemente con aggettivi infernali e non se ne parla nemmeno, lo si fa come fanno le comari quando devono parlare di cancro ma non osano pronunciare il termine, abbassano la voce e sussurrano a malapena "un brutto male". La verità è che basterebbe guardarsi intorno alla ricerca dei paesi che ultimamente hanno fatto default. Per esempio l'Argentina. Ha passato il momento durissimo con l'inflazione stellare che segue sempre il default. Poi ha dato fondo alla propria produttività, aiutata dalla svalutazione della moneta. Le sue riserve di denaro le ha piazzate tutte in Svizzera (sic), in modo che siano al sicuro dai debitori che le reclamano (e nemmeno gli Stati Uniti sono riusciti a metterci le mani sopra, nonostante ingiunzioni e minacce, gli svizzeri alzano le spallucce), e adesso è in crescita economica, alla faccia dei disgraziati che si comprarono i suoi bond (quei soldi non li rivedranno mai). Insomma, non ne sono usciti poi così male, ovviamente l'hanno fatto in modo disonesto ma mi chiedo se sia il caso di indagare sull'onestà quando si parla di finanza mondiale.
5) (e forse più importante): ma siamo sicuri che si sia capito PERCHE' c'è questa crisi in atto? Perché quando chiedo di additare i colpevoli sento ognuno con la sua ipotesi (a volte piuttosto fantasiosa). Voi l'avete capito? (Ammesso che ve ne freghi e qui si torna al punto 1).
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Old 04-11-11, 08:56   #4 (permalink)
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vietatoitrepunti's Avatar
 
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No io non l'ho capito, ha a che fare col fallimento di alcune banche amerciane?
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Old 04-11-11, 13:57   #5 (permalink)
ninja pensionata
 
hana-bi's Avatar
 
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Anche, ma quei fallimenti sono stati il sintomo del cancro, non la causa.
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Old 04-11-11, 21:32   #6 (permalink)
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Vince's Avatar
 
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Perchè le banche americane prestavano soldi a chiunque.
Le persone compravano case con l'intenzione di rivenderle e guadagnare, ovviamente compravano con i soldi delle banche. Tuttavia i loro progetti non funzionarono e di conseguenza non restituirono niente, portando al fallimento le banche.
________________________
Lo Stato è come l'oceano. Lo stato è formato da cittadini, l'oceano da gocce d'acqua. Se togliamo i cittadini e le gocce d'acqua non rimane nulla, nè dello Stato,nè dell' oceano.


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Old 16-11-11, 18:16   #7 (permalink)
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Raistlin's Avatar
 
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Chi è causa del suo mal...

Mi son chiesto a chi avesse giovato non standardizzare l'euro sin dall'inizio,creando una moneta potenzialmente fortissima che sarebbe stata la locomotiva mondiale in ordine di rilanciare il mondo dopo la crisi.
Americani desiderosi di proteggere il primato del dollaro?
Nazioni europee che volevano un ruolo più grande all'interno dell'UE?
Boh.

Detto che,se l'europa ora kickasse i pesi morti dall'area euro fino a data da stabilirsi,e li rinvitasse solo a patto che sistemino la loro economia avresti vantaggi immediati ma perderesti nel lungo termine.
L'intero sistema UE è stato pensato e sviluppato male nel complesso,rendendo l'europa un non-stato incapace di competere sui mercati mondiali.
Crisi o non crisi,pensare di competere coi cinesi nell'industria tessile o in mercati 'di massa' è palesemente ritardato.
E io continuo a chiedermi cosa certa gente abbia al posto del cervello.
________________________
'Sa rifamo co la coppa dei campioni,ce sta lo shaktar che è na squadra ucraina,vedrai che gliene famo almeno una decina'.
http://lazio.theoffside.com/files/2010/05/oh-nooo.jpg]http://lazio.theoffside.com/files/2010/05/oh-nooo.jpg
ATTACCATE AR PAZZO!
http://www.youtube.com/watch?v=PUcNefxobyM
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Old 23-01-12, 21:39   #8 (permalink)
Incognita
 
winston smith II's Avatar
 
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Ritengo che il punto più interessante per sviluppare una discussione in grado di inglobare il maggior numero possibile di persone e di "unirci" meglio come singoli individui nella pluralità (per dirla filosoficamente ) sia il secondo tra quelli indicati nel suo secondo post da hana-bi. Qual è davvero la differenza fra la crisi reale e quella percepita? Al di là di quello che possiamo osservare/ascoltare attraverso i mezzi di comunicazione più disparati, cosa possiamo osservare con i nostri occhi e toccare direttamente con mano? Sarò conciso perché sono un uomo di poche parole (ma buone, si spera).
La mia esperienza diretta della crisi mi suggerisce che le famiglie italiane stiano in ogni modo cercando di salvare le apparenze (un po' come ha tentato di fare la classe politico fino a raggiungere e superare di gran lunga la soglia critica). Tutti allegri, sorridenti e con le proverbiali botte piena e moglie ubriaca quando si tratta di parlare con i conoscenti/amici; la maggior parte di essi se non proprio con le pezze al culo (perdonatemi il francesismo), quasi. Ciò che vedo io sono negozi chiusi, che, se aperti, son vuoti; mercato immobiliare in stallo totale; "reparto" istruzione sempre più allo sbando per via dei tagli, con docenti precari che penalizzano le classi costrette a veder cambiare l'insegnante (che dovrebbe essere un punto di riferimento) di anno in anno. E mi fermo qui con le mie prove provate, per non dilungarmi in evidenze le quali rischiano di risultare ripetitive e provocare, anziché l'interesse, il disamore per la cosa pubblica.
Voi cosa mi dite? Qual è la "vostra" realtà?
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Old 24-01-12, 10:34   #9 (permalink)
dat way
 
ShiningMoon's Avatar
 
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Bah, di economia non capisco nulla, ma non ci vuole un economista plurilaureato per capire cosa sta succedendo. Nella mia ingoranza posso dire che la crisi c'è e si vede: quando vado al centro commerciale (magari il week-end) vedo una marea di persone che tuttavia comprano poco o niente. Io stessa preferisco non spendere più del necessario e non mi faccio problemi a dirlo.
Vedo tante persone che spendono e spandono come e più di prima (tipo quelle che aprono un mutuo per farsi una settimana al mare), ma ne vedo moltissime altre che tirano la cinghia e preferiscono risparmiare il poco che è risparmiabile.

La crisi qui dalle mie parti si percepisce, eccome! ma il bello è che non si sta mai con le mani in mano e si trova sempre un modo per andare avanti (eh, filosofia bergamasca ).
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